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Fotografia nitida di un'astronave Plejaren che vola talmente bassa da sfiorare un albero
Immagine dell'Unico e Vero simbolo di Pace
Ufologia

Linguaggio e alfabeto

Sul pianeta dei Plejaren si parla una lingua unitaria detta SARAT, sebbene esistano ancora vari dialetti. Per capirsi in tutta la Federazione è stata creata una lingua cosiddetta universale o federale, il SAMTEE. Ogni Plejaren la impara sin dall’infanzia come seconda madre lingua. Secondo quanto riferito da Ptaah, il numero complessivo degli idiomi parlati nella Federazione è di 127.603.

Ogni forma di vita umana è di ugual valore, indipendentemente che sia ricca o povera, famosa o no, oppure che abbia una carica di alto livello o solo una semplice posizione o che porti titoli onorevoli o no. Ogni essere umano è un essere umano, dunque tutti devono essere anche trattati allo stesso modo. I Plejaren vivono secondo questo principio e si impegnano già da molto tempo a non fare distinzioni da persona a persona, nemmeno nel modo di parlarsi. A tutti si dà quindi del «tu» e ci si chiama per nome. Ciò vale anche tra sconosciuti che non si sono mai visti prima. Quindi al momento del saluto non si fa nessuna distinzione; ciò semplifica i rapporti e risponde alla norma della cortesia. Purtroppo tale forma di allocuzione non si è ancora affermata completamente presso tutte le persone della Federazione perché certe innovazioni necessitano spesso di centinaia e migliaia di anni per imporsi contro le rigide abitudini che sono profondamente radicate in una persona. Ciò sarà forse comprensibile se si pensa che questi extraterrestri vivono in media fino a 1000 anni e così, soprattutto le persone anziane, hanno consolidato alcune abitudini di cui faticano a liberarsi.

I Plejaren non si stringono la mano per salutarsi com’è consuetudine nel mondo occidentale. In segno di saluto sollevano la mano destra e la pongono aperta sul cuore, mentre come forma di rispetto davanti al prossimo inclinano leggermente la testa e il busto in avanti. In certi casi è anche indicato un abbraccio.

Secondo quanto riferito da Semjase, anche i Plejaren, come noi, imparano a parlare più lingue. Dispongono anche di un aggiornatissimo database contenente una quantità enorme di lingue: ad esempio, conoscono tutte le lingue parlate oggi e in passato qui sulla Terra.

Per i Plejaren il processo di apprendimento di una nuova lingua non è faticoso come per noi terrestri. Si avvalgono sia di apparati specifici sia di specialisti nel linguaggio. In pratica, collegandosi a dispositivi vagamente simili ai nostri computer, ricevono direttamente tutti i concetti, le parole, le regole grammaticali e quant’altro proprio di un linguaggio. Questo processo di trasmissione di dati e apprendimento è effettuato in uno stato simile all'ipnosi indotto dallo stesso apparato e dura 21 giorni. Terminata questa fase, è necessario un ulteriore periodo di 9-10 giorni per far pratica con la pronuncia, l'intonazione ecc. , avvalendosi sia del supporto di personale specializzato sia di altri strumenti. Per imparare una nuova lingua con una completa padronanza sono necessari quindi 30-31 giorni.

Qualora non conoscano una determinata lingua, i Plejaren ricorrono all'uso di dispositivi traduttori universali: sono piccoli dispositivi portatili, delle dimensioni di un cellulare, che permettono di convertire un qualsiasi linguaggio in un altro permettendo sempre una comunicazione perfetta.

Il linguaggio tuttavia non è l'unica forma di comunicazione in uso: essi ricorrono moltissimo anche alla "telepatia spirituale", forma di comunicazione per la quale non esiste alcuna limitazione di distanza, potendo comunicare in tempo reale anche a milioni di anni luce di distanza.

Semjase riferisce che l'alfabeto SARAT in uso attualmente presso i Plejaren ha circa 11.000 anni e risale ai nostri progenitori comuni che vissero qui sulla Terra. L'alfabeto precedentemente in uso era molto complicato rispetto a quello attuale. Per definire i caratteri attuali, gli specialisti del linguaggio che si occuparono di questo problema si ispirarono alle costellazioni visibili, collegandone alcune e ottenendo in questo modo dei simboli. Questi caratteri consistono in linee e piccoli cerchi, dove questi ultimi rappresentano delle stelle e le prime semplicemente un modo per collegarle.

 

 

Alfabeto SARAT

Noi terrestri abbiamo dimenticato ormai da moltissimo tempo questo alfabeto, che è stato impiegato per diverse migliaia di anni nel corso dei quali subì anche notevoli modifiche. Solo un limitatissimo numero di caratteri oggi in uso sulla Terra deriva direttamente da questo alfabeto originario. Tali caratteri, inoltre, sono stati modificati al punto da non essere adesso più riconoscibili. Di fatto noi terrestri non abbiamo inventato un nostro alfabeto, ma abbiamo adottato quello dei nostri progenitori extraterrestri modificandolo poi anche radicalmente nel corso del tempo. Per quanto riguarda l'alfabeto dei Plejaren, come si può vedere dalla tabella relativa, è da notare che "ch" e "sch" sono caratteri singoli, che "i", "q", "v" e "y" non esistono e che al posto della "i" si usa la "j". Inoltre, anche le combinazioni di vocali "ae", "oe" "ue" non esistono.

Il linguaggio originario e ancestrale in uso sulla Terra, chiamato BRO (parola che significa "il tuono che esce dalla bocca"), si combinò con sette linguaggi avanzati Lyrani : WESTAN, TRJDJN, ARJN, HEBRJN, KJDAN, BAMAR, SUMAN. Nel corso del tempo questi si trasformarono nei principali linguaggi terrestri fino ad assumere la forma dei nostri linguaggi odierni.

LINGUAGGIO ORIGINALE LINGUAGGIO ORIGINATO
WESTAN TUTTI I LINGUAGGI AFRICANI
TRJDJN TUTTI I LINGUAGGI INDIANI
ARJN GERMANICO, INDO-GERMANICO, LATINO, INGLESE E CELTICO
HEBRJN ASSIRO, ARABO, EBRAICO, BABILONESE E ARAMAICO
KJDAN CINESE E GIAPPONESE
BAMAR AUSTRALIANO (non Inglese), LINGUE DEL VICINO EST, TURCO E OSMANIANO
SUMAN MINOICO (DA CUI EBBE ORIGINE ANCHE IL GRECO ANTICO), LINGUAGGIO DI ATLANTIDE, GOBANIANO, SUMERO LINGUAGGI LIMURGIANI

 

Questo elenco non è ovviamente completo ma indica in modo accurato l'origine dei diversi linguaggi terrestri.

Il tedesco assume un ruolo molto specifico e molto importante in questo processo.

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