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Fotografia nitida di un'astronave Plejaren che vola talmente bassa da sfiorare un albero
Immagine dell'Unico e Vero simbolo di Pace
Ufologia

Velocità della luce, crononi e iper Spazio-Tempo

"La persistenza della memoria" di Salvador Dalí, nel quadro viene raffigurato un paesaggio costiero della costa Brava, nello scenario sono collocati alcuni orologi molli, dalla consistenza quasi fluida, simboli dell'elasticità del tempo.
Con il quadro "La persistenza della memoria" il pottore Salvador Dalì riflette sulla relatività del tempo e della sua percezione. Tempo e Spazio divengono quindi deformabili, cioè non fissi ed immutabili bensì "molli", come direbbe Dalì.

Dal nostro forum.

domanda:

Sappiamo che la Luce viaggia alla velocità di 300.000 Km/s più precisamente a 299.792,458 Km/s.

Bene.

La domanda che vi pongo è sapere se questa costante ovvero 299.792,458 Km/s è uguale anche nelle altre configurazioni spazio-temporali.

Oppure nelle altre configurazioni Spazio-Tempo la velocità della Luce varia sensibilmente?

Grazie.

Risposta:

Salve Giovanni,

La Creazione, della quale noi conosciamo solo una piccolissima parte che chiamiamo “Universo”, ha avuto origine, nella sua fase attuale di esistenza, da un “Big Bang” iniziale, come intuito anche dagli scienziati terrestri.

Dopo questo Big bang, ha iniziato a espandersi. Raggiungerà in futuro un momento di massima espansione per poi contrarsi nuovamente.

Prima del verificarsi del Big Bang la Creazione esisteva sotto altra forma e dopo il termine della fase di contrazione “sparirà” di nuovo, continuando ad esistere sotto altra modalità. Questo fa parte dell’infinita esistenza della Creazione e del suo processo di evoluzione: la Creazione stessa attraversa un percorso infinito di evoluzione.

Questo ciclo di espansione-contrazione ha una durata complessiva di 311 039 999 999 960 anni, quindi 155 519 999 999 980 anni di espansione e altrettanti di contrazione.

Attualmente ci troviamo a circa 44 434 000 000 000 anni dal Big Bang, in fase espansiva. Per inciso questa è la reale età attuale del nostro universo, dato totalmente sconosciuto agli scienziati terrestri attuali.

La materia così come noi la conosciamo, definita dai Plejaren come “materia grezza/grossolana” (differente dalla materia raffinata/fine che noi ancora non abbiamo identificato e scoperto) ha una durata/esistenza di 37-40 miliardi di anni.

Con quale velocità si espande la Creazione? All’inizio del Big Bang alla velocità di circa 44 069 497,5 Km al secondo. Ma, come dicevo, da allora la velocità di espansione è in costante rallentamento: ogni 6 347 755 102 040 anni questa velocità addirittura si dimezza.

Durante la fase di espansione, la velocità diminuisce fino a divenire zero, mentre nella fase di contrazione la velocità parte da zero ed aumenta di nuovo fino a raggiungere il valore iniziale.

Quindi, dal momento del Big Bang, si è dimezzata 7 volte e all’inizio del settimo dimezzamento era di circa 344 292,9 km/s. Dall’inizio del settimo dimezzamento a ora è passato altro tempo e si è avuto un ulteriore rallentamento di circa 44 500,4 Km/s, per arrivare quindi a 299 792,458 km/s.

La velocità della luce è esattamente questo: la velocità istantanea di espansione o contrazione della Creazione.

299 792,458 km/s è la velocità della luce adesso.

E’ la velocità alla quale adesso si espande la Creazione.

Ciò che compone la luce viaggia alla stessa velocità con la quale la Creazione si espande (o si contrae) istante per istante.

Durante l’intero ciclo di espansione-contrazione vi saranno 24,5 dimezzamenti della velocità della luce (espansione) e altrettanti di raddoppio (contrazione). Come dicevamo, siamo adesso a 7 dimezzamenti della fase espansiva.

Come vedi la velocità della luce non è un valore costante nemmeno nel nostro universo ma cambia continuamente. Quando avrai terminato di leggere questo post la velocità di espansione della Creazione avrà rallentato ulteriormente di una infinitesima quantità, e con essa la velocità della luce.

La velocità di espansione-contrazione della Creazione è costante solo istante per istante.

Non abbiamo notizie di dettaglio su cosa siano in effetti lo spazio e il tempo ma sappiamo che ovviamente sono strettamente connessi e interdipendenti come in un unico tessuto. Non esiste tempo senza spazio e spazio senza tempo. Esiste tuttavia una condizione nella quale lo spazio e il tempo siano contemporaneamente uguali a zero, cioè nulli.

I Plejaren definiscono i “crononi” come la più piccola unità di misura del tempo. Sappiamo che la misurazione del tempo è definita dal numero di crononi che attraversano una certa estensione di spazio ad una certa velocità. Ma quanti crononi, quale spazio e a quale velocità?

Nel nostro spazio-tempo, un secondo è determinato dal tempo necessario a un flusso di 20394 x 10*30 crononi (cioè 10 elevato alla 30) per attraversare lo spazio percorso da un raggio di luce composto da un singolo fotone che si sposta alla propria velocità (quindi quella di espansione-contrazione della Creazione in quel momento), spazio che adesso è in valore lineare circa di 10*-24 mm (10 elevato alla -24). Il tempo necessario a 20394 x 10*30 crononi per attraversare lo spazio di 10*-24 mm percorso da un fotone determina il valore di 1 secondo. Indipendentemente dalla velocità di espansione-contrazione della Creazione.

Questo numero di crononi è una costante assoluta tipica di ciascun universo: per noi è il numero sopra riportato, per altri universi, cosiddetti paralleli, il numero varia. Proprio questo è uno degli aspetti che ci rende “paralleli”.

Poiché abbiamo visto che la velocità della luce nel passato è sempre superiore a quella di “adesso” istante per istante e del futuro, al momento del Big Bang, quando era di 44 069 497,5 km/s, 1 secondo era 147 volte “più veloce” rispetto al nostro di adesso, considerando che comunque anche allora un secondo era pur sempre il tempo necessario a 20394 x 10*30 crononi per attraversare lo spazio percorso da un fotone che si spostava alla propria velocità in quel momento. Di fatto, il tempo non è costante nel tempo, se così si può dire.

Un secondo è il tempo necessario affinché un flusso di 20394 x 10*30 crononi passi attraverso un determinato punto preso a riferimento alla velocità di espansione/contrazione della Creazione in quel momento, qualsiasi essa sia.

Altrettanto vale per lo spazio: sempre in quel momento, lo spazio percorso da un raggio di luce alla velocità di allora necessaria per l’attraversamento di quel numero costante di crononi sopra riportato, la distanza di un secondo-luce, era 147 volte superiore a quello di adesso per noi. Tuttavia, se fossimo stati presenti allora, per noi sarebbe passato esattamente 1 secondo come lo percepiamo qui adesso e lo spazio percorso sarebbe un normale secondo-luce come per noi qui ora.

Quindi, lo spazio e il tempo variano la propria “dilatazione” rispetto allo spazio e al tempo di epoche successive o precedenti.

Secondo quanto riferitoci quindi, poiché la velocità di espansione della Creazione varia istante per istante, sia la velocità dei crononi sia lo spazio cambiano istante per istante (non sappiamo i dettagli del come). I crononi di ieri hanno una velocità superiore alla velocità della luce di adesso (anche se di un valore infinitesimo) e lo spazio di ieri, di conseguenza, aveva una diversa “dilatazione” rispetto ad ora.

Si ha pertanto come una serie infinita di istantanee fotografiche che si susseguono ininterrottamente e che coesistono continuamente in cui spazio e crononi (tempo) sono in continuo mutamento e diversi da come erano precedentemente o come saranno successivamente. Lo spazio-tempo ha una conformazione caratteristica istante per istante e in continuo mutamento.

Questo, esattamente questo sono gli Iperspazi. In realtà è corretto parlare di iper spazio-tempo. Li abbiamo sempre avuti davanti agli occhi, se possiamo dire così: ogni istante di tempo del passato, del presente o del futuro e il relativo spazio associato di quel momento costituisce un iper spazio-tempo generato ed esistente. Proprio per questo le civiltà extraterrestri che possiedono le capacità scientifiche e tecnologiche necessarie possono viaggiare negli iper-spazio-tempo, quindi anche nel tempo (alcune anche in universi paralleli, che sono altra cosa dagli iper-spazio-tempo). Tu, ieri a quest'ora eri in un iper-spazio-tempo dello spazio-tempo dell'adesso istantaneo (e viceversa). Che esiste ancora, non è andato perso o "svanito nel tempo" e che può essere raggiunto di nuovo in qualsiasi momento, avendone le capacità tecnologiche e le conoscenze scientifiche per farlo.

Coloro che sono in grado di gestire correttamente un flusso di crononi attorno ad un veicolo imbrigliandoli, immagazzinandoli e accelerandoli quanto necessario oltre la velocità della luce possono essere proiettati nel passato, rallentandoli, possono dirigersi nel futuro. La capacità di determinare con precisone le coordinate di spazio-tempo della destinazione voluta è un aspetto altrettanto notevole.

Quando i crononi vengono accelerati ad una velocità superiore a quella della luce/espansione-contrazione della Creazione in quel momento e in uno specifico spazio, mutano in “tachioni” e si “riposizionano“ naturalmente nello spazio-tempo corretto in cui la loro velocità è uguale a quella della luce/espansione-contrazione in quel momento, diventando quindi i crononi "giusti" di quello specifico (iper-)spazio-tempo. I crononi “giusti” si spostano nel proprio spazio-tempo “giusto” alla velocità di espansione-contrazione della Creazione in quell’istante. Se accelerati, si riposizionano nello spazio di un tempo passato, se rallentati nello spazio di un tempo futuro. Questo è in modo molto semplificato il criterio impiegato per i viaggi nel tempo (anche se dovremmo dire viaggi nello spazio-tempo). Quindi il passato e il futuro di fatto non sono persi o inesistenti ma coesistono con il presente istantaneo e con il futuro: passato, presente e futuro sono condizioni che coesistono poiché sono proprio iper-spazi-tempi che possono essere raggiunti in ogni momento da chi ha le capacità scientifiche e tecnologiche per farlo.

Noi siamo un universo parallelo rispetto ad altri, come sappiamo. La carta d’identità della nostra struttura di spazio-tempo è data anche dal numero caratteristico dei crononi che determinano l’unità di tempo: per noi, come dicevamo, 20394 x 10*30. Per altri Universi, i cosiddetti Universi Paralleli, il numero è diverso. Anche per questo motivo il loro spazio e il tempo hanno una configurazione leggermente diversa dal nostro, ma “simile”, parallela e coesistente. Se noi ci spostassimo nel loro spazio-tempo “parallelo”, una volta raggiunto, non ci accorgeremmo di alcuna differenza in termini di spazio e di scorrere del tempo rispetto al nostro: valgono esattamente le stesse leggi della Creazione.

I Plejaren ci hanno riferito che il loro universo si trova “spostato rispetto al nostro in avanti di una frazione di secondo”: quindi un “tessuto di spazio-tempo” contraddistinto da un diverso numero di crononi rispetto al nostro. Non ci è stato detto quale sia il loro numero caratteristico.

In tutti gli universi paralleli (ciascuno suddiviso in infiniti iper-spazio-tempo) sono valide le stesse leggi della Creazione e quindi vale quello che abbiamo qui esposto, per ciascuno con il proprio numero caratteristico di crononi e altri parametri che generano il proprio spazio-tempo.

Ogni volta che la velocità della luce si dimezza si genera un “iper-spazio-tempo di dimezzamento” (Halbwertszeitenche Hyperräume) che per qualche motivo che non sappiamo viene preso come riferimento per alcuni significativi aspetti specifici dalle civiltà che possiedono le conoscenze scientifiche di che cosa siano realmente lo spazio e il tempo. Quindi in tutta la Creazione e in tutti gli universi paralleli esistono al momento 7 di questi iper spazio-tempo.

Un saluto

Roberto
FIGU-Landesgruppe Italia