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Fotografia nitida di un'astronave Plejaren che vola talmente bassa da sfiorare un albero
Immagine dell'Unico e Vero simbolo di Pace
Ufologia

Ipersalto e distanze di sicurezza

Quando un’astronave penetra nell’iperspazio a una velocità molte volte superiore a quella della luce, non soltanto si ha una violenta vibrazione della struttura spaziale che può essere registrata a enormi distanze (diversi anni luce), ma può verificarsi anche un "effetto risucchio" talmente forte che i corpi celesti vicini possono essere trascinati nell’iperspazio al seguito dell'astronave per poi sbucare fuori e muoversi per il cosmo come "proiettili vaganti" potenzialmente pericolosi e mortali. Ciò può accadere ai principianti del volo spaziale, per ignoranza o poca attenzione. Siamo di nuovo avvertiti...

Al fine di evitare pericoli del genere, i Plejaren mantengono una certa distanza di sicurezza da ogni oggetto/corpo celeste prima di effettuare il salto nell'iperspazio; queste perlomeno erano le tecniche iperspaziali nei primi anni dei contatti di Billy.

Qualora sia impiegata la "vecchia" tecnica di volo iperspaziale, tale distanza di sicurezza era ed è ancora oggi pari a 150 milioni di chilometri, che corrisponde circa a un’unità astronomica (1 UA = 149.597.870 km, corrispondente alla distanza media tra Terra e Sole). Nel corso dei primi anni dei contatti con Billy, i Plejaren impiegavano circa tre ore e mezzo per raggiungere dai loro pianeti il punto di trasmissione posto da qualche parte al di fuori del loro sistema nella loro dimensione spazio-tempo. Da lì poi, tramite l’ipersalto, si rimaterializzavano nel sistema SOL (così chiamano il nostro sistema solare) in un tempo pari a zero tenendosi sempre a dovuta distanza di sicurezza dai pianeti. Quindi erano necessarie altre tre ore e mezzo di volo nel nostro spazio normale per giungere la Terra. In totale, il viaggio dai mondi dei Plejaren nella loro configurazione di spazio-tempo fino al nostro pianeta nella nostra struttura di spazio-tempo richiedeva circa sette ore e altrettante per il ritorno.

Nel frattempo le condizioni sono completamente cambiate: i Plejaren sono progrediti di ulteriori 4500 anni circa grazie ad un trasferimento di conoscenze e tecnologie da parte di razze amiche e alleate più progredite provenienti dall’universo DAL (come i TIMAR, popolazione di cui fa parte Asket).

Grazie all’aiuto di queste razze amiche e alleate più progredite, infatti, nel giro di pochi anni, i Plejaren sono riusciti a sviluppare a tal punto la loro tecnica di viaggio spaziale che il tempo effettivo di volo per il tragitto di 500 anni luce si è ridotto ad appena sette minuti totali. Da allora, con la nuova tecnica e data la forte riduzione della distanza di sicurezza necessaria, la trasmissione può avvenire a soli 150 chilometri dall'atmosfera di un pianeta, da una luna o da un qualsiasi altro corpo celeste. Da questo punto di trasmissione ci vogliono solo pochi minuti per raggiungere con la normale propulsione il pianeta o i pianeti vicini oppure per arrivare di nuovo da questi ultimi al punto di trasmissione. Ciò significa che adesso i Plejaren possono visitarci più volte al giorno direttamente dai loro sistemi di origine, qualora per una qualunque ragione lo ritengano utile.