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Media & Sovrappopolazione

Paul R. Ehrlich, profeta e vittima della bomba demografica

Paul R. Ehrlich, profeta e vittima della Bomba Demografica

Ricorre quest'anno (2008) il quarantesimo anniversario della pubblicazione di un’opera di Paul Ehlich, professore di biologia riproduttiva alla Stanford University, che scosse il mondo e annunciò la madre di tutte le tragedie del nostro tempo: “The Population Bomb” (La bomba demografica). Io mi adoperavo già da molti anni a segnalare la tremenda minaccia ma il mio pifferetto d’intellettuale residente in una provincia dell’impero non poteva certo far breccia nel frastuono insulso della politica e dei media. Ehrlich invece, col suo prestigio di scienziato della Stanford, cuore del cuore dell’impero americano, ma soprattutto col suo libro dal titolo geniale ed efficace e dal linguaggio chiaro e coraggioso (com’è tipico dei pamphlet anglosassoni) aprì non solo una breccia ma una voragine nel monotono grigiore della cultura di quegli anni e costrinse l’informazione e la politica, in America e nel mondo, a guardare la minaccia incombente e, fino ad allora, totalmente rimossa.

E’ davvero impressionante leggere oggi con quanta chiarezza Ehrlich già enunciava in tre capitoli intitolati semplicemente “Troppa Gente”, “Poco cibo” e “Un pianeta morente per l’inquinamento umano” i termini salienti del disastro e, in un quarto capitolo intitolato “La contraccezione rischia di fallire”, l’inadeguatezza delle contromisure allora (e tuttoggi) proposte.

Col libro di Ehrlich prese le mosse un grande movimento d’opinione e un risveglio dei politici più responsabili. E già nel luglio 1969 il Presidente Nixon inviava al Congresso degli Stati Uniti un suo “Messaggio Speciale sui Problemi dell’Aumento della Popolazione” ove chiedeva di porre la questione demografica tra le priorità della politica interna ed estera dell’America e concludeva:

“Una delle minacce più gravi per il futuro dell’umanità sta nella continuazione della odierna crescita esplosiva della popolazione. Se la risposta data a questa sfida sarà motivo di orgoglio o disperazione per le prossime generazioni dipende in larga misura da quanto faremo oggi.”

E negli anni successivi gli Stati Uniti e tutti i maggiori paesi dell’Occidente promossero alle Nazioni Unite la preparazione di un Piano mondiale di regolazione delle nascite. Certo il governo italiano, come sempre ossequioso ai veti vaticani, non partecipò all’iniziativa ma, anche da noi, vari politici più avveduti come Fanfani e Saragat diedero, a titolo personale, cauti segnali di appoggio alla regolazione delle nascite.

Ma le speranze suscitate dal libro di Paul Ehlirch ebbero vita breve, sia perché nel 1972 il Presidente Nixon fu travolto dallo scandalo del Watergate, sia perché già nel ’68 era esplosa in Europa l’idiozia maoista e marxista-leninista che rilanciava il folle odio di tutti i dogmatismi per il controllo delle nascite e andava a saldarsi con l’irresponsabile, storica condanna vaticana della contraccezione. Così, alla Conferenza di Bucarest sulla Popolazione, nel 1974, il piano mondiale di deflazione demografica predisposto dalle Nazioni Unite veniva clamorosamente bocciato e bloccato da una coalizione (tanto ideologicamente assurda quanto psicopoliticamente logica) di dittature fasciste sud-americane, regimi comunisti europei e asiatici e governi cattolici asserviti al Vaticano (tra cui il nostro), mentre i media venivano rapidamente ri conquistati dai camerieri del Vaticano e del comunismo ed Hehrlich, io stesso e gli altri fautori del birth control eravamo di nuovo ridotti al silenzio. E la bomba demografica, che 35 anni fa poteva ancora essere disinnescata, esplodeva con crescente violenza e col suo carico spaventoso di sofferenze umane: povertà, disoccupazione di massa, guerre civili e internazionali, desertificazione e inquinamento, migrazioni disperate e sterminio per fame di 15 milioni di bambini l’anno.

Ultimamente, poi, con la crisi energetica e alimentare prodotta dall’ingresso sui mercati dei nuovi giganti indiano e cinese, mentre cresce l’uso dei cereali per la produzione energetica e parallelamente cala la loro disponibilità per l’uso alimentare, la fame, che già uccide ogni anno 25 milioni di persone, infierirà su moltitudini crescenti di esseri umani. E lo spettro della terza guerra mondiale avanza sul mondo.

L’umanità ha davvero camminato come i gamberi in questi fatali quarant’anni. E la morte di Charlton Heston me l’ha drammaticamente ricordato. Anche se nessuno lo ha detto nelle celebrazioni mediatiche, Heston è stato, con Edward Robinson, co- protagonista di “2022: i sopravvissuti”, cioè dell’unico film della storia del cinema dedicato alla minaccia demografica e girato non a caso proprio nel fatale 1972, ultimo anno di ottimismo per i fautori della regolazione delle nascite. Il film era una descrizione fantascientifica ma per molti versi anche profetica del nostro futuro prossimo venturo. Raccontava d’una società ridotta dalla bomba demografica a una condizione di sgangherata povertà e divenuta ormai governabile solo con una ferrea dittatura che costringeva il popolo all’obbedienza sia controllando tutta l’informazione che assicurando a tutti la sopravvivenza con certe misteriose tavolette alimentari distribuite in misura sufficiente solo ai sudditi remissivi. La carenza di energia era tale che il saggio e anziano Robinson poteva assicurarsi un po’ di luce, la sera, solo pedalando faticosamente, per ore, su una ciclette collegata a un piccolo generatore. Quando le loro condizioni diventavano disperate, gli anziani e i malati dovevano presentarsi a un apposito centro che provvedeva alla loro soppressione indolore, dopo aver accontentato un loro ultimo desiderio. E mi è rimasta scolpita nella memoria la sequenza finale in cui il grande Robinson guardava estasiato le scene di natura incontaminata d’un vecchio documentario naturalistico, suo “ultimo desiderio”, prima di essere trasformato anche lui in tavoletta alimentare.

Se l’umanità è tanto regredita e se la storia fantascientifica di quel film ci sembra ormai solo profetica ciò è dovuto certo alla nefasta influenza del dogmatismo religioso e ai suoi veti ottusi e arroganti alla regolazione delle nascite, ma anche alla codardia d’una classe politica pronta a sottomettersi, per squallido opportunismo, a quei veti arroganti ed a tradire l’appoggio dei popoli (anche cattolici) alla contraccezione e le proprie responsabilità storiche e sociali. Certo, le campagne di psicologia motivazionale da me ideate e sperimentate fin dal 1975 e oggi applicate con successo dal Population Media Center in vari continenti potrebbero ancora fermare i Cavalieri dell’Apocalisse, ma l’invadenza dei dogmatismi religiosi e la viltà delle dirigenze politiche continua ad impedire l’attuazione rapida e sistematica di quelle contromisure efficaci.

 

Data:11/04/2008
Autore: Autore: Lugi de Marchi
Fonte: articolo tratto dal sito "Il Solista - Luigi de Marchi" (Sito non più attivo)

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