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e la guerra può scoppiare da un momento all’altro

 

C’è una differenza enorme tra sapere una cosa ed esserne consapevole. Moltissime persone sono dotte per aver letto centinaia di libri, ma stolte per non averne ricavato il minimo insegnamento tramite l’elaborazione dei contenuti. Vi sono altresì individui che, avendo letto pochissimo, ma avendo viaggiato, lavorato, ragionato ed elaborato, hanno conseguito conoscenza e saggezza ottenendo un certo grado di consapevolezza in diversi campi e settori. Quasi tutti gli occidentali oggi sanno, ad esempio, che la guerra è un orrore. Moltissimi hanno visto immagini di guerra nei film o nei documentari, mentre altri hanno ascoltato i propri nonni raccontarne le brutalità e le privazioni vissute sulla propria pelle. Tuttavia, praticamente nessuno tra le persone in vita oggi in occidente –se non pochi novantenni- ha vissuto la guerra, tanto meno a casa propria.
In Europa occidentale l’ultimo grande conflitto terminò nel 1945 e tutti i paesi europei ne uscirono con le ossa rotte. Da allora il nostro continente ha vissuto in pace assaporando una stabilità portatrice di progresso sociale, di innovazione tecnologica e di ricchezza. Questo ha permesso la formazione di una classe media e i diritti dei lavoratori si son via via accresciuti e consolidati. La pace in Europa pareva cosa impensabile 100 anni fa, dopo tanti secoli di conflitti innescati ed esplosi tra le numerose potenze europee.
Un comune denominatore rende tuttavia tutte le guerre uguali tra loro: condotte da pochi a discapito di molti. Per la precisione: volute da una cricca di megalomani e/o psicopatici assetati di potere e sofferte da tutti gli altri. Tutte le guerre non hanno mai portato a nulla. Prendendo in esame l’Italia, si nota come dall’unità in poi (1861) questa giovane nazione abbia avuto fretta di far la guerra, sia per consolidare l’unità della popolazione che per ritagliarsi un proprio ruolo sullo scacchiere mondiale, senza tralasciare le possibilità per l’industria di far un sacco di soldi, cosa che spinse l’industria stessa a caldeggiare fortemente una partecipazione ai due conflitti mondiali. A conti fatti, il Belpaese ha combattuto due guerre mondiali inutilmente, senza ottenere praticamente nulla né in termini di territorio, né in termini di prestigio internazionale. Tantomeno hanno ottenuto qualcosa i cittadini italiani.
Le popolazioni che una volta erano oltre, o dentro ai "patri confini", hanno oggi uno standard di vita del tutto simile a quello di un cittadino italiano medio, quindi la guerra, la distruzione e l’orrore del tempo si sono rivelati del tutto inutili. Un ulteriore prova è che le popolazioni di nazioni che hanno dominato il mondo e condotto guerre per secoli, fondato imperi e assoggettato continenti, hanno oggi uno standard di vita in tutto e per tutto paragonabile – o spesso inferiore - a quello di nazioni che hanno perseguito nei secoli una politica di pace. Si guardi alla Svizzera, neutrale da praticamente 5 secoli, o alla Svezia, alla Norvegia, ecc. e allo standard di vita che caratterizza queste popolazioni. Questo indica come la guerra non sia mai un mezzo per migliorare lo standard di vita di una nazione, ma un mezzo utilizzato da pochi per ottenere potere e ricchezza, facendo credere al popolo ignorante e addomesticabile che si deve combattere per la democrazia, per la libertà, per la gloria o per difendere il proprio benessere, eccetera.  Semmai è vero il contrario, e la storia lo dimostra: le due guerre mondiali a cui l’Italia ha preso parte, hanno arrecato solo morte, distruzione, sofferenza e divisioni senza risolvere i problemi strutturali di questo giovane stato. Il vero progresso sociale ed economico è avvenuto in tempo di pace, mai in tempo di guerra.

Se andiamo negli USA, la guerra vissuta sulla propria pelle dai civili è cosa ancor più remota, dato che l’ultimo conflitto che ha visto un coinvolgimento diretto della popolazione risale al 1865 (guerra di secessione). Da allora nessuna guerra ha imperversato sul suolo americano e nessun civile e nessuna città ha dovuto soffrire le pene e la distruzione che quasi tutte le città europee hanno subito nel corso del secondo conflitto mondiale. Escludendo i veterani delle varie guerre condotte nel mondo dagli USA, la società civile americana non ha mai vissuto la guerra sulla propria pelle in tempi recenti. Non è quindi presente e vivida nella coscienza sociale ciò che la guerra significhi per davvero.  
Non solo in USA la guerra oggi non è percepita dalla società civile come possibilità reale, ma praticamente in tutti i paesi europei ed occidentali in genere. Si vedono scene di guerra solo in TV, nei film o in reportage di giornalisti che trasmettono da paesi distanti culturalmente e geograficamente. Le popolazioni occidentali in tal caso non vengono toccate nel profondo e non ne percepiscono appieno l’idea di tragicità.

Ritenere oggi il pericolo di una guerra a casa nostra una cosa remota o nulla, pone a rischio la società civile ed il mondo civilizzato che conosciamo. La guerra è in realtà una minaccia terribile sempre presente che si è fatta via via più seria in questi ultimi mesi con le minacce di attacchi tra USA e Russia. Anche in passato, poco prima dello scoppio di conflitti su scala mondiale si sono vissute situazioni molto simili. Le società del tempo si permisero il lusso di distogliere l’attenzione dalle contingenze dei fatti reali, abbassando la guardia per difendere il bene più prezioso: la pace.

Tutte le guerre, nessuna esclusa, sono sempre state evitabili. La guerra non è mai stata scritta nel destino dell’uomo. Chiunque fomenti la guerra deve lavorar sodo per convincere l’opinione pubblica a dar fuoco alle polveri. La maggior parte della popolazione è sempre stata contraria – e lo è ancor oggi - alle guerre. Individui accaniti ed irresponsabili assetati di soldi, potere e fama stanno lavorando alacremente oggi per creare i presupposti di una guerra mondiale e per farla scoppiare. Prima di ogni conflitto vi sono sempre stati vari psicopatici e megalomani che hanno lavorato per far precipitare la situazione sino allo scoppio della guerra; proprio come ve ne sono altrettanti oggi che lavorano irrefrenabilmente per generare tensione e conflitto allo scopo di far precipitare la situazione. Ma poiché tutto questo possa accadere, è indispensabile una cosa su tutte: la noncuranza dell’opinione pubblica che, grazie alla sua passività, esprime con ignoranza il proprio tacito consenso alla guerra. L’opinione pubblica non sa che la propria indifferenza è causa di morte, distruzione e, molto probabilmente, della fine della razza umana.

Nel periodo antecedente la prima guerra mondiale, in Europa non si voleva credere che una guerra potesse scoppiare nel continente. Nei mesi estivi che videro l’inizio delle ostilità, si respirava la convinzione che i conflitti seguiti all’omicidio dell’arciduca Francesco Ferdinando sarebbero stati di breve durata e che la diplomazia avrebbe certamente risolto tutto nel giro di poche settimane. In altre parole non pareva plausibile che una guerra potesse di nuovo scoppiare nel Vecchio Continente. Nessuno avrebbe mai creduto che sarebbe durata 4 anni, che avrebbe coinvolto il mondo intero provocando oltre 38 milioni di morti militari e civili.

Proprio oggi, come allora, le persone hanno distolto lo sguardo dal pericolo mortale che incombe su sull’intera razza umana. Dalla fine della seconda guerra mondiale le cose sono cambiate non poco e le potenza delle armi ha subìto un’evoluzione sconcertante. Oggi interi continenti e centinaia di milioni di individui possono venir annichiliti alla sola pressione di un tasto. Una guerra mondiale potrebbe aver inizio da un piccolo focolaio.

Ci sveglieremmo una mattina per apprendere che un conflitto è scoppiato in qualche regione periferica d’Europa. Non ce ne preoccuperemmo più di tanto dato che – non vedendoci coinvolti direttamente – guarderemmo alla nostra routine quotidiana ignorando bellamente il rischio di escalation. Porremmo la nostra eterna fiducia nelle autorità, nella presidenza della UE, nel nostro primo ministro, ecc. Penseremmo che si tratti di un conflitto secondario per poi svegliarci bruscamente dal sogno realizzando che si tratta invece di qualcosa di ben diverso, che perdura, che non si placa e che tende a risucchiare sempre più le nazioni circostanti. Sui notiziari e sui social network se ne parlerebbe con sempre maggior insistenza e preoccupazione, e dilagherebbe l’isteria collettiva. Nel giro di poche settimane verrebbero convocati i vari parlamenti nazionali e, dato che l’Italia fa parte della NATO, sarebbe automaticamente obbligata a prender parte alle ostilità nel nome della mutua difesa. L’escalation che si avrebbe da un piccolo conflitto iniziale, potrebbe portare all’irreversibilità nel giro di settimane o di giorni. È verosimile ritenere che una volta giunti a quel punto, l’umanità e tutti noi avremmo i giorni contati. È plausibile pensare che, nel caso in cui nazioni del calibro di USA, Russia o Cina vengano coinvolte in una guerra nucleare, i tre quarti del genere umano terrestre perderebbero la vita, interi continenti verrebbero bruciati dal fuoco atomico restando inutilizzabili per secoli o per millenni. I mari verrebbero resi sterili e radioattivi e la pesca risulterebbe impossibile. Ma prima di tutto questo, un inverno nucleare cadrebbe sul pianeta sterminando di fame, freddo e stenti i pochi sfortunati sopravvissuti. Se durante la guerra fredda era di dominio comune, tanto al di qua che al di là della cortina di ferro, che una guerra mondiale atomica non avrebbe visto né vinci né vincitori, oggi ci sono forze convinte che si possano utilizzare armi atomiche strategiche e che tutto si terrebbe sotto controllo. Ma quanto si sbagliano. Una nazione che si troverebbe in pericolo mortale, non esiterebbe a ricorrere a ogni singolo mezzo in proprio possesso per sterminare il nemico.
Ma affinché tutto accada, la condicio sine qua non è che la popolazione ignori quello che realmente stanno architettando i politici a sua insaputa. È dunque necessario che l’elettorato scarichi preventivamente in mani altrui la propria responsabilità nei confronti del mantenimento della pace, nelle mani di altri (forse non eletti o imposti dall’alto), incapaci o servili che non possiedano la minima capacità di capire la pericolosità della situazione. Ed in un contesto geopolitico ad alta infiammabilità come quello odierno, nel quale alti funzionari USA hanno dichiarato che la Russia è il nemico numero uno, ove Hillary Clinton ha detto di Putin che “è il nuovo Hitler”, non c’è da star tranquilli.
Viviamo oggi in una dittatura economico-finanziaria che si chiama Unione Europea. Nata sulle ceneri della seconda guerra mondiale e fondata inizialmente su alti ideali, l’Unione si è tuttavia trasformata nel tempo in un’istituzione tirannica dove chi comanda davvero non è eletto e dove il parlamento, che viene eletto, è privo di poteri. Il fine della UE non è il mantenimento della pace, bensì il controllo di intere nazioni, il sobillamento di guerre e l’imposizione di sanzioni per conto degli USA e della NATO. Anziché salvaguardare il benessere e la pace di diverse centinaia di milioni di cittadini che ne fanno parte, l’Unione Europea impone regole e sanzioni (controproducenti soprattutto per le proprie imprese) e negozia a porte chiuse, quindi all’insaputa della popolazione e dei media, trattati di portata globale come il TTIP, il CETA e il TISA. La UE, nel suo presidente de facto, la signora Angela Merkel, favorisce altresì flussi migratori giganteschi che vanno ben oltre il concetto di solidarietà, compromettendo la stabilità sociale di intere nazioni.
La UE, nata con il pregevole fine di assicurare stabilità e prosperità, prende oggi senza obiettare posizioni politiche che ricalcano in tutto e per tutto la linea politica di Washington. Gli ultimi anni hanno visto la UE (sotto pressione di Joe Biden) imporre sanzioni alla Russia facendo eco agli USA, l’hanno vista impegnata in una politica di allargamento senza senso, dar manforte ad un governo ucraino non eletto con una componente neonazista di spiccato rilievo. La politica di allargamento della UE è volta in realtà ad assumere il controllo su più nazioni possibili, che in cambio hanno ceduto – e stanno cedendo - fette sempre più grandi di sovranità nazionale. Dati alla mano, è dimostrato e dimostrabile come l’ingresso nella UE di uno stato, o peggio nell’Euro, non porti ricchezza, bensì povertà e stagnazione, regole economiche e finanziarie rigide al di fuori di ogni buon senso e ritenute irreali da vari premi Nobel dell’economia (fonte: “I sei premi Nobel contro l'euro” / Paul Krugman: «Italia ridotta a Paese da Terzo Mondo» Il Sole 24 Ore, 10 Settembre 2015).
Quest’allineamento forzato conduce implicitamente un paese membro della UE, anche se neutrale come l’Austria, a dover tacitamente accettare una presa di posizione politica o militare a fianco degli USA e quindi della NATO contro il nemico di turno. E questo più verosimilmente accadere anche in caso di guerra.

Se in passato gli USA hanno potuto imporre il proprio gioco su nazioni militarmente insignificanti se confrontate alle loro capacità belliche (vedasi Serbia, Iraq, Afghanistan, ecc.), da qualche anno a questa parte hanno deciso di considerare nemico numero uno non la Cina – come verrebbe logico credere – bensì la Russia, attuando nei confronti di quest’ultima una politica, nonché una vera e propria strategia militare di progressivo accerchiamento. Gli USA, in barba agli accordi Gorbaciov-Koll del 1991, hanno messo in atto un’azione pressante ottenuta meschinamente tramite una graduale espansione verso est della NATO assoggettando de facto vari ex Paesi appartenuti al Patto di Varsavia. La NATO, fondata in chiave anti sovietica, a oltre vent’anni dalla caduta dell’URSS ha ormai perso di significato. La politica estera della Russia (al contrario di quella URSS) dal 1992 non è mai stata di espansione e non ha mai portato nessuno con una minima capacità di discernimento a credere che Putin avesse intenzione di rifondare l’Unione Sovietica. A fronte di tutto ciò, l’esistenza della NATO oggi indica chiaramente come essa si sia trasformata nella longa manus degli USA per l’attuazione di precisi fini espansionistici.

La Russia, economicamente parlando, se confrontata agli USA o all’Europa, è insignificante. Dal punto di vista delle testate atomiche essa ricalca però più o meno ciò che era l’Unione Sovietica, detentrice di svariate migliaia di testate nucleari in grado di radere al suolo nel giro di poche ore, non solo gli USA ma anche l’Europa intera. La pressione che gli USA stanno mettendo sulla Russia negli ultimi anni (coadiuvati da quei matti non eletti della UE che siedono al potere), demonizzando in ogni modo possibile il suo presidente, definendolo corrotto, criminale, despota o dittatore, ridicolizzandolo su tutti i media mondiali e ascrivendogli la volontà di restaurare l’impero sovietico tramite una politica di espansione (cosa vera per la NATO, non per la Russia, vedasi la cartina a destra), unitamente alle provocazioni travestite da esercitazioni NATO a pochi chilometri dai confini russi, sono la prefazione alla tempesta perfetta che gli USA vogliono scatenare: la terza guerra mondiale.

 

Cartina dell'espansione della NATO verso Est

Espansione della Nato dal 1990 al 2009

 

Se a tutto questo aggiungiamo che il possibile prossimo presidente USA sarà Hillary Clinton, architetto delle primavere arabe del Nord Africa, dell’uccisione di Gheddafi, della sponsorizzazione dei ribelli siriani, mente delle rivoluzioni arancione, di aver speso 5 miliardi di dollari per aver corrotto politici, accademici, giornalisti, ucraini per volgerli a favore degli USA/UE (dichiarazione di Victoria Nuland, che ricopre il ruolo di “Assistant Secretary of State for Europe and Eurasian Affairs” del 9 febbraio 2014) e che, seppur facente parte del Partito Democratico, è supportata dai Neoconservatori il cui fine è il controllo del mondo tramite l’attuazione della forza militare, si capisce come la guerra tra gli USA e la Russia possa essere questione di settimane o di giorni.
E per il mondo intero, e per noi Italiani che siamo alleati degli Americani, è facile intuire come lo scenario internazionale non si stia mettendo affatto bene. Secondo una clausola della NATO, l’Italia, in quanto membro dell’alleanza atlantica, ha l’obbligo di intervento nel conflitto (Clausola di Mutua Assistenza, Art. 42 par. 7). Hillary Clinton,  riferendosi a presunti attacchi di hacker russi mai dimostrati, il 31 agosto del 2016, parlando davanti ad un gruppo di veterani, ha pronunciato queste parole:

"You’ve seen reports — Russia has hacked into a lot of things, China has hacked into a lot of things — Russia even hacked into the Democratic National Committee! […] Make sure we are well defended and able to take the fight to those who go after us. As president I will make it clear that we will treat cyber attacks just like any other attack […] We will be ready with serious political, economic, and military responses."

ovvero:

"Avete visto i rapporti – la Russia [ci] ha sferrato attacchi informatici in molte cose, la Cina ci ha attaccati a livello informatico in molte cose – la Russia ha persino hackerato il Democratic Nation Commitee! […]  assicuriamoci di essere ben difesi ed essere in grado di combattere quelli che ci danno la caccia. Come presidente metterò bene in chiaro che tratteremo gli attacchi hacker proprio come un qualsiasi altro attacco […] Ci terremo pronti a rispondere seriamente dal punto di vista politico, economico e militare."

Queste affermazioni di gravissima portata incarnano una dichiarazione di guerra alla Russia. In 40 e passa anni di guerra fredda mai si era giunti a tanto. Se usiamo il metro di misura che usa Hillary Clinton per scatenare una guerra, cosa avrebbe dovuto fare Angela Merkel dopo aver scoperto che per ben 12 anni, ovvero dal 2002 al 2014, la CIA ha ascoltato e registrato tutte le sue conversazioni telefoniche? La Germania, che non è un nemico, bensì un alleato NATO, secondo le “regole di ingaggio della Clinton” avrebbe dovuto considerare le intromissioni USA come un atto di guerra? Le affermazioni di Hillary Clinton portano a pensare come questa donna, una volta eletta presidente, sarà pronta a scatenare attacchi militari, ovvero, una guerra nei confronti della Russia a causa di presunti attacchi hacker non dimostrati. La Clinton è pronta a far correre a miliardi di persone il rischio di trovarsi in guerra contro una superpotenza atomica che detiene 8500 testate nucleari? I fatti dimostrano che questa donna non si fa scrupoli ed è pronta alla guerra con chiunque. Probabilmente gli USA hanno una potenza informatica centinaia di volte quella russa ed il fatto che siano pronti a scatenare una guerra nucleare a causa di alcuni presunti attacchi informatici la cui fonte non è stata mai dimostrata, fa capire il vero scopo degli USA nonché la facilità di andare alle armi che li caratterizza. Ma per inquadrare meglio questo atteggiamento, va  compreso il modo in cui gli USA si raffrontano con le dispute interne ed esterne dall’anno della propria fondazione. 

Nella storia di questo paese, dal 1776 al 2016, gli USA sono stati in guerra per 223 anni, vale a dire che in 240 anni della sua storia, l’America è stata impegnata per ben 223 anni in qualche sorta di guerra o di battaglia. Per portare all’evidenza tutto ciò, è possibile prendere visione, a seguito del testo, della lista di tutte le maggiori guerre combattute dagli USA dal 1776 al 2011 – e dal 2012 al 2016, delle quali solo alcune sono state a scopo difensivo, mentre le più sono state condotte a scopo offensivo. Nel periodo più recente, ovvero dal termine della seconda guerra mondiale ad oggi, va detto che il 95% del totale delle operazioni militari sono state opera degli Stati Uniti d’America. Nella lista non sono inoltre elencate le operazioni sotto copertura messe in pista dalla CIA, come colpi di stato o comunque riconducibili ad azioni simili. Non c’è da stupirsi se un sondaggio del 2013 condotto in 65 diverse nazioni indica proprio gli USA, seguiti dal Pakistan e dalla Cina, quale maggior pericolo alla stabilità della pace globale, (fonte: WIN/Gallup International’s annual global End of Year survey shows a brighter outlook for 2014 pubblicato il 30.12.2013).

Un tempo si diceva che le guerre si vincono soprattutto con l’economia, in quanto solo uno stato ricco poteva permettersi un esercito ben attrezzato e con le armi migliori. A questa affermazione ancora vera al giorno d’oggi, va aggiunto che le guerre si preparano con i media. La tattica è quella di controllare quanti più media possibile e, se si vuole attaccare un paese, è sufficiente demonizzarne il governo (in tal caso definendolo “regime”) attaccarne il leader, renderlo un mostro criminale, diffondere notizie di crudeltà come “utilizzare armi terribili contro la propria stessa gente”, mostrare foto di bambini morti e feriti e via dicendo. Più a lungo questo viene fatto, più si consolida nell’opinione pubblica la convinzione che questa sia la realtà e ad aprirla alla possibilità nei confronti di un intervento armato USA in quel dato paese, un intervento presentato al mondo come salvifico e pacificatore, nonché portatore di democrazia. Cosa alquanto dubbia se si osserva “quanta” democrazia sia fiorita in Medio Oriente e quanta stabilità regni dopo decenni di guerra americana condotta per abbattere un despota ed in nome della libertà e della democrazia. Tutto fa capire come il fine fosse il controllo del petrolio iracheno. Una componente non secondaria a diffondere l’idea dell’America come patria della libertà e della democrazia è Hollywood. In film di supereroi buoni, film pregni di alti valori famigliari vengono veicolate virtù, libertà, progresso, innovazione tecnologia e democrazia. Tutto ciò contribuisce a plasmare l’opinione pubblica mondiale e a renderla più aperta ad una guerra di esportazione della democrazia e della libertà, anche se perseguita per altri fini. E se non bastasse, per marcare ancor di più la necessità di intervenire in qualità di polizia mondiale, vengono anche organizzate riunioni plenarie in sede ONU per portare evidenza circa l’esistenza di armi di distruzione di massa o di crimini perpetrati da questo o da quel nemico di turno. Dopo di ciò, che le Nazioni Unite lo acconsentano o no, i cannoni  americani sono pronti ad ”esportare la democrazia” in ogni angolo del pianeta. È chiaro che di fronte ad un movimento mediatico di questa portata, un paese che si trovi sulla traiettoria degli USA, non abbia la benché minima possibilità di dire al mondo come stanno realmente le cose; la verità resterà confinata a poche persone (vedasi ad esempio il rapporto sulla Siria del ‘US Peace Council’ scaricabile a questo indirizzo: http://uspeacecouncil.org/wp-content/uploads/2016/05/USPC-Denounces-US-escalation-Syria.pdf).  Questo modo di porsi di fronte all’opinione pubblica mondiale per preparare le guerre che si vogliono combattere, è il minimo comun denominatore di innumerevoli guerre e conflitti architettati dagli USA, oggi come in passato, dalle Banana Wars tra il XIX ed il XX secolo sino alla guerra in Siria dei nostri giorni.


La chiave per la nostra sopravvivenza futura come specie umana su questo pianeta, nonché la chiave per il mantenimento di una pace futura stabile, è la capacità di ogni singolo individuo di ragionare con il proprio cervello, di non fidarsi ciecamente di poche fonti informative, ma di leggere il più possibile, di documentarsi senza sosta e di incrociare le informazioni apprese per verificarne la veridicità. Una volta fatto questo, si deve ponderare ogni dettaglio ed elaborare il contenuto per giungere infine ad una propria conclusione da validare perennemente con dati di fatto e con il vissuto.
Una volta capita la realtà, ogni individuo ha il dovere di impegnarsi civilmente per difendere il futuro proprio, quello della sua famiglia e del suo paese nel caso in cui si profili all’orizzonte una potenziale catastrofe. Ognuno di noi ha una piccola parte di opinione pubblica da usare ed è proprio l’opinione pubblica ciò che i governi e i potenti temono di più. Il dovere di ogni singola persona è quello di dire ai potenti che le cose non possono andar così, che ogni persona ha diritto di vivere la propria vita, nel bene o nel male, e che nessuno può scegliere di scatenare una guerra in nostro nome privandoci del nostro futuro e del futuro delle generazioni che verranno. Questa è giustizia di somma importanza in quanto, in caso di guerra, tutto è vano e tutto viene ridotto in cenere. Tutte le lotte sociali che si combattono, tutte le belle cose come l’arte, il progresso scientifico, il benessere, il progresso medico e la sconfitta delle malattie, la felicità nella famiglia o tra gli amici, la solidarietà, ecc. non esistono più in un sol colpo in caso di guerra. Per questo motivo ogni persona che sente che potrebbe far qualcosa per esprimere la sua opinione, ha il dovere morale di farlo scrivendo, parlandone con gli altri e facendo sentir la propria voce  in quanto la pace è il sommo bene, e non è per niente scontata.

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Per capire il presente va letto e capito il passato, e dato che l’Italia è alleato degli USA ed è ad essi legata nel bene o nel male, il nostro Paese verrà chiamato a prender parte al conflitto in caso di una guerra che vede coinvolti gli  USA. È quindi doveroso e necessario capire chi abbiamo al nostro fianco. Per farlo si può leggerne la storia ed il modo di risolvere i conflitti attraverso le vicissitudini belliche che hanno visto l’America protagonista.

 

 

Le guerre principali dell’America, anno per anno (1776-2011)

1776 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, seconda guerra Cherokee, Guerra Pennamite-Yankee
1777 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, seconda guerra Cherokee, Guerra Pennamite-Yankee
1778 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee
1779 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee
1780 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee
1781 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee
1782 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee
1783 – Guerra di rivoluzione americana, Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee
1784 – Guerre Chickamagua, Guerra Pennamite-Yankee, guerra di Oconee
1785 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1786 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1787 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1788 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1789 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1790 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1791 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1792 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1793 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1794 – Guerre di Chickamauga, guerra indiana del Northwest
1795 – Guerra indiana del Northwest
1796 – Nessuna guerra di rilievo
1797 – Nessuna guerra di rilievo
1798 – Pericolosità di scoppio conflitto
1799 – Pericolosità di scoppio conflitto
1800 – Pericolosità di scoppio conflitto
1801 – Prima guerra Barbary
1802 – Prima guerra Barbary
1803 – Prima guerra Barbary
1804 – Prima guerra Barbary
1805 – Prima guerra Barbary
1806 – Spedizione Sabine
1807 – Nessuna guerra di rilievo
1808 – Nessuna guerra di rilievo
1809 – Nessuna guerra di rilievo
1810 – Gli U.S.A. occupano la Florida occidentale in mano agli spagnoli
1811 – Guerra di Tecumseh
1812 – Guerra del 1812, guerra di Tecumseh, Guerra Seminole, gli U.S.A. occupanosl’isola di Amelia in mani spagnole e altre parti della Florida orientale
1813 – Guerra del 1812, guerra di Tecumseh, guerra di Peoria, guerra Creek, gli U.S.A. espandono il proprio territorio in Florida occidentale
1814 – Guerra del 1812, guerra di Creek, gli U.S.A. espandono il proprio territorio in Florida, guerra alla pirateria
1815 – guerra del 1812, seconda guerra Barbary War, guerra alla pirateria
1816 – Prima guerra Seminole, guerra alla pirateria
1817 – Prima guerra Seminole, guerra alla pirateria
1818 – Prima guerra Seminole, guerra alla pirateria
1819 – Spedizione di Yellowstone, guerra alla pirateria
1820 – Spedizione di Yellowstone, guerra alla pirateria
1821 – Guerra alla pirateria
1822 – Guerra alla pirateria
1823 – Guerra alla pirateria, guerra Arikara
1824 – Guerra alla pirateria
1825 – Spedizione a Yellowstone, Guerra alla pirateria
1826 – Nessuna guerra di rilievo
1827 – Guerra Winnebago
1828 – Nessuna guerra di rilievo
1829 – Nessuna guerra di rilievo
1830 – Nessuna guerra di rilievo
1831 – Guerra indiana Sac e Fox
1832 – Guerra di Black Hawk
1833 – Guerra agli indiani Cherokee
1834 – Guerra agli indiani Cherokee, campagna del territorio indiano di Pawnee
1835 – Guerra agli indiani Cherokee, guerre Seminole, seconda guerra Creek
1836 – Guerra agli indiani Cherokee, guerre Seminole, seconda guerra Creek, guerra del confine Missouri-Iowa
1837 – Guerra agli indiani Cherokee, guerre Seminole, seconda guerra Creek, guerra indiana Osage, guerra Buckshot
1838 – Guerra agli indiani Cherokee, guerre Seminole, guerra Buckshot, guerra agli indiani Heatherly
1839 – Guerra agli indiani Cherokee, guerre Seminole
1840 – Guerre Seminole, la marina militare U.S.A. invade le isole Fiji
1841 – Guerre Seminole, la marina militare U.S.A. invade l’isola di McKean, le isole Gilbert, e Samoa
1842 – Guerre Seminole
1843 – Le forze degli U.S.A. si scontrano con i cinesi, le truppe U.S.A. invadono la costa africana
1844 – Guerre tra Texas e Indiani
1845 – Guerre tra Texas e Indiani
1846 – Guerra Messico-Americana, guerre tra Texas e Indiani
1847 – Guerra Messico-Americana, guerre tra Texas e Indiani
1848 – Guerra Messico-Americana, guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse
1849 – Guerra Messico-Americana, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani
1850 – Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, guerra di Yuma, guerre indiane di California, Spedizione al fiume Pitt
1851 – Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, guerre Apache Wars, guerra di Yuma, guerre indiane dello Utah, guerre indiane di California
1852 – Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, guerra di Yuma, guerre indiane dello Utah, guerre indiane di California
1853 – Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, guerra di Yuma, guerre indiane dello Utah, guerra di Walker, guerre indiane di California
1854 – Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, guerre contro gli Apache, guerre indiane in California, schermagli tra il 1° cavalleggeri e gli indiani
1855 – Guerre di Seminole, Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Cayuse, guerre indiane del Southwest, guerre Navajo, guerre contro gli Apache, guerre indiane in California, guerra di Yakima, spedizione Winnas, guerra Klickitat, guerra di Puget Sound, guerre di Rogue River, gli U.S.A. invadono le isole Fiji e l’Uruguay
1856 – Guerre di Seminole, Guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli indiani in California, guerra di Puget Sound, guerre del Rogue River, guerra di Tintic
1857 – Guerre di Seminole, Guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli indiani in California, guerra dello Utah, conflitto in Nicaragua
1858 – Guerre di Seminole, Guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerra del Mohave, guerre contro gli indiani in California, guerra di Spokane-Coeur d’Alene-Paloos, guerra dello Utah War, gli U.S.A, invadono le isole Fiji e l’Uruguay
1859 - Guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli indiani in California, spedizione di Pecos, spedizione di Antelope Hills, spedizione al Bear River, raid di John Brown’s, gli U.S.A. lanciano un attacco al Paraguay, gli U.S.A. invadono il Mexico
1860 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli indiani in California, guerra di Paiute, guerra di Kiowa-Comanche
1861 – Guerra civile americana, guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli Apache, guerre contro gli indiani in California, campagna contri i Cheyenne
1862 – Guerra civile americana, guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli Apache, guerre contro gli indiani in California, campagna contri i Cheyenne, guerra del Dakota del 1862
1863 – Guerra civile americana, guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli Apache, guerre contro gli indiani in California, campagna contri i Cheyenne, guerra del Colorado War, guerra di Goshute
1864 – Guerra civile americana, guerre tra Texas e Indiani, guerre indiane del Southwest, guerre contro i Navajo, guerre contro gli Apache, guerre contro gli indiani in California, campagna contri i Cheyenne, guerra del Colorado, guerra di Snake
1865 – Guerra civile americana, guerre tra Texas e Indiani, guerre contro i Navajo, guerre contro gli Apache, guerre contro gli indiani in California, guerra del Colorado, guerra di Snake, guerra del falco nero dello Utah
1866 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre contro i Navajo, guerre contro gli Apache, guerre contro gli Apache, guerre contro gli indiani in California, schermagli tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra di Snake, guerra del falco nero dello Utah, guerra di Red Cloud, guerra di Franklin County, gli U.S.A. invadono il Messico, conflitto  con la China
1867 – Guerre tra Texas e Indiani, lunga marcia dei Navajo, guerre degli  Apache, schermagli tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra di Snake, guerra del falco nero dello Utah, guerra di Red Cloud, guerre Comanche, guerra di Franklin County, truppe U.S.A. occupano il Nicaragua e attaccano Taiwan
1868 – Guerre tra Texas e Indiani, lunga marcia dei Navajo, guerre degli  Apache, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra di Snake, guerra del falco nero dello Utah, guerra di Red Cloud, guerre Comanche, battagli del fiume Washita River, guerra di Franklin County
1869 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre contro gli Apache, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra del falco nero dello Utah, guerre Comanche, guerra di Franklin County
1870 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre contro gli Apache, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra del falco nero dello Utah, guerre Comanche, guerra di Franklin County
1871 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre contro gli Apache, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra del falco nero dello Utah, guerre Comanche, guerra di Franklin County, massacro di Kingsley Cave, gli U.S.A. invadono la Corea
1872 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre contro gli Apache, guerra del falco nero dello Utah, guerre Comanche, guerra di Modoc, guerra di Franklin County
1873 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre Comanche, guerra di Modoc, guerre Apache, massacro di Cypress Hills, gli U.S.A, invadono il Messico
1874 – Guerre tra Texas e Indiani, guerre Comanche, guerra del Red River, guerra di Mason County, forze U.S.A. invadono il Mexico
1875 – Conflitto in Messico, guerre tra Texas e Indiani, guerre Comanche, guerra dell’Eastern Nevada, guerra di Mason County, guerra di Colfax County, U.S. forces invade Mexico
1876 – Guerre tra Texas e Indiani, guerra di Black Hills, guerra di Mason County, forze U.S.A. invadono il Messico
1877 – Guerre tra Texas e Indiani, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra di Black Hills, guerra di Nez Perce, guerra di Mason County, guerra di Lincoln County, guerra del sale di San Elizario, forze U.S.A. invadono il Messico
1878 – Conflitto con gli indiani Paiute, guerra di Bannock, guerra Cheyenne, guerra di Lincoln County, forze U.S.A. invadono il Messico
1879 – guerra contro i Cheyenne, guerra contro gli indiani Sheepeater, guerra del White River, forze U.S.A. invadono il Messico
1880 – forze U.S.A. invadono il Messico
1881 – forze U.S.A. invadono il Messico
1882 – forze U.S.A. invadono il Messico
1883 – forze U.S.A. invadono il Messico
1884 – forze U.S.A. invadono il Messico
1885 – guerre contro gli Apache, spedizione nell’Eastern Nevada, forze U.S.A. invadono il Messico
1886 – guerre contro gli Apache, guerra di Pleasant Valley, forze U.S.A. invadono il Messico
1887 – forze U.S.A. invadono il Messico
1888 – Gli U.S.A. fanno esibizione di forza contro Haiti, forze U.S.A. invadono il Messico
1889 – forze U.S.A. invadono il Messico
1890 – Guerra contro gli indiani Sioux, schermaglie tra il 1° cavalleggeri e gli indiani, guerra di Ghost Dance, guerra di Wounded Knee, forze U.S.A. invadono il Messico
1891 – Guerra contro gli indiani Sioux, guerra di Ghost Dance, forze U.S.A. invadono il Messico
1892 – guerra di Johnson County, forze USA invadono il Messico
1893 – forze USA invadono il Messico e le Hawaii
1894 – forze USA invadono il Messico
1895 – forze USA invadono il Messico, conflitti con gli indiani Bannock
1896 – forze USA invadono il Messico
1897 – Nessun conflitto di rilievo
1898 – Guerra ispano-americana, battaglia di Leech Lake, conflitti con gli indiani Chippewa
1899 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1900 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1901 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1902 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1903 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1904 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1905 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1906 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1907 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1908 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1909 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1910 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1911 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1912 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana
1913 – Guerra Filippino-Americana, guerre della Banana, guerra ai Navajo in New Mexico
1914 – Guerre della Banana, gli U.S.A. invadono il Messico
1915 – Banana Wars, gli U.S.A. invadono il Messico, guerra di Colorado Paiute
1916 – Guerre della Banana, gli U.S.A. invadono il Messico
1917 – Guerre della Banana, Prima guerra mondiale, gli USA invadono il Messico
1918 – Guerre della Banana, Prima guerra mondiale, gli USA invadono il Messico
1919 – Guerre della Banana, gli USA invadono il Messico
1920 – Guerre della Banana
1921 – Guerre della Banana
1922 – Guerre della Banana
1923 – Guerre della Banana, guerra di Posey
1924 – Guerre della Banana
1925 – Guerre della Banana
1926 – Guerre della Banana
1927 – Guerre della Banana
1928 – Guerre della Banana
1930 – Guerre della Banana
1931 – Guerre della Banana
1932 – Guerre della Banana
1933 – Guerre della Banana
1934 – Guerre della Banana
1935 – Nessun conflitto di rilievo
1936 – Nessun conflitto di rilievo
1937 – Nessun conflitto di rilievo
1938 – Nessun conflitto di rilievo
1939 – Nessun conflitto di rilievo
1940 – Nessun conflitto di rilievo
1941 – Seconda guerra mondiale
1942 – Seconda guerra mondiale
1943 – Seconda guerra mondiale
1944 – Seconda guerra mondiale
1945 – Seconda guerra mondiale
1946 – Guerra fredda (gli U.S.A. occupano le Filippine e la Corea del Sud)
1947 – Guerra fredda (gli U.S.A. occupano la Corea del Sud, forze U.S.A. sbarcano in Grecia per combattere i comunisti)
1948 – Guerra fredda (forze U.S.A. supportano il Partito Nazionalista Cinese contro i comunisti)
1949 – Guerra fredda (forse U.S.A. supportano il Partito Nazionalista Cinese contro i comunisti)
1950 – Guerra di Corea, rivolte di Jayuga
1951 – Guerra di Corea
1952 – Guerra di Corea
1953 – Guerra di Corea
1954 – Guerra nascosta in Guatemala
1955 – Guerra del Vietnam
1956 – Guerra del Vietnam
1957 – Guerra del Vietnam
1958 – Guerra del Vietnam
1959 – Guerra del Vietnam, conflitto ad Haiti
1960 – Guerra del Vietnam
1961 – Guerra del Vietnam
1962 – Guerra del Vietnam, Guerra fredda (crisi dei missili a Cuba; la marina U.S.A. combatte i comunisti in Tailandia)
1963 – Guerra del Vietnam
1964 – Guerra del Vietnam
1965 – Guerra del Vietnam, occupazione U.S.A. della Repubblica Dominicana
1966 – Guerra del Vietnam, occupazione U.S.A. della Repubblica Dominicana
1967 – Guerra del Vietnam
1968 – Guerra del Vietnam
1969 – Guerra del Vietnam
1970 – Guerra del Vietnam
1971 – Guerra del Vietnam
1972 – Guerra del Vietnam
1973 – Guerra del Vietnam, gli U.S.A. aiutano Israele nella guerra del Yom Kippur
1974 – Guerra del Vietnam
1975 – Guerra del Vietnam
1976 – Nessun conflitto di rilievo
1977 – Nessun conflitto di rilievo
1978 – Nessun conflitto di rilievo
1979 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan)
1980 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan)
1981 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan e Nicaragua), primo incidente del golfo di Sidra
1982 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan e Nicaragua), conflitto in Libano
1983 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan e Nicaragua), conflitto in Libano
1984 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan e Nicaragua), conflitto nel Golfo Persico
1985 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan e Nicaragua)
1986 – Guerra fredda (guerra della CIA per procura in Afghanistan e Nicaragua)
1987 – conflitto nel Golfo Persico
1988 – conflitto nel Golfo Persico, occupazione americana di Panama
1989 – Secondo incidente del Golfo di Sidra, occupazione americana di Panama, conflitto nelle Filippine
1990 – Prima Guerra del Golfo, gli U.S.A. occupano Panama
1991 – Prima Guerra del Golfo
1992 – Conflitto in Iraq
1993 – Conflitto in Iraq
1994 – Conflitto in Iraq, gli U.S.A. invadono Haiti
1995 – Conflitto in Iraq, gli U.S.A. invadono Haiti, la NATO bombarda la Bosnia ed Herzegovina
1996 – Conflitto in Iraq
1997 – Nessun conflitto di rilievo
1998 – Bombardamento dell’Iraq, lanci di missili contro l’Afghanistan e il Sudan
1999 – Guerra del Kosovo
2000 – Nessun conflitto di rilievo
2001 – Guerra al terrore in Afghanistan
2002 – Guerra al terrore in Afghanistan e Yemen
2003 – Guerra al terrore in Afghanistan e Iraq
2004 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2005 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2006 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2007 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen
2008 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2009 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2010 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2011 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen; Conflitto in Libia (guerra civile libica)
vediamo ora dal 2011 al 2015
2012 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Somalia, Syria and Yemen
2013 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Somalia, Siria e Yemen
2014 – Guerra al terrore in Afghanistan, Iraq, Somalia, Siria e Yemen; guerra civile in Ucraina
2015 – Guerra al terrore in Somalia, Siria e Yemen; guerra civile in Ucraina
2016 -  Guerra in Siria e Yemen; guerra civile in Ucraina

Fonte: http://www.washingtonsblog.com/2015/02/america-war-93-time-222-239-years-since-1776.html

 

Possiamo quindi aggiungere 5 ulteriori anni di guerra. Questo indica come per 223 anni in 240 di storia, gli USA siano stati coinvolti in attività belliche di rilievo per il 93% del tempo della loro esistenza. Questo indica come questo paese non sia in grado di vivere in pace tra le altre nazioni nella comunità mondiale ma che preferisce ricorrere al conflitto armato per far valere le proprie “ragioni” e i propri interessi, a prescindere che siano nella ragione o nell’errore, a prescindere che il nemico sia nel giusto o nel torto e a prescindere da quanti milioni di vittime innocenti tutto ciò potrà costare.

 

Testo di : Davide Turla
Controllo a cura di: Luca Delpivo; Emilio Zandarin; Roberto Guidolin
Ottobre 2016

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