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Spiritualità

Mobbing

Vessazione, in particolare il mobbing

[Traduzione dell'originale : " Schikane resp. Mobbing " ]

 

Esseri umani della Terra, la vita è data per l’evoluzione della consapevolezza, per lo sviluppo dell’amore, della conoscenza e della saggezza che risulta da tutto ciò, ma è anche data per lo sviluppo della libertà e dell’armonia interiore ed esteriore e anche della pace interiore ed esteriore. In generale però, l’essere umano non agisce conformemente a queste leggi natural-creazionali, bensì usa malvagità e ostilità verso il prossimo, cosa che può durare poco (che è la norma), ma può anche protrarsi nel tempo come vessazione, in particolare mobbing, cosa che porta a liti, guerre, malattie e danni della psiche e della consapevolezza, alla disperazione o addirittura al suicidio di coloro che di tutto ciò ne sono vittime.

Queste vessazioni tuttavia non appartengono a semplici casi di soprusi, discussioni e dispute, tra due avversari di pari forza, che si esauriscono subito. La vessazione, in particolare il mobbing, non si basa su avvenimenti tanto semplici. Il tutto è invece un processo che si protrae per un periodo prolungato e che, in ultima analisi, porta a gravi azioni distruttive.

Nel suo complesso la vessazione, in particolare il mobbing, è un modo di agire e di comportarsi molto negativo da parte di persone perfide nei confronti dei loro simili. Tutto è architettato intenzionalmente, sistematicamente e per un periodo prolungato al fine di ferire e distruggere a livello psichico e della consapevolezza una o più persone in modo umiliante e ostile. Le motivazioni sono molteplici, ma in ogni caso sono al di sotto del livello più primitivo e totalmente degenerate. Come sono estremamente variegate le motivazioni degeneranti della vessazione e in particolare del mobbing, e come sono finalizzate per gli scopi più diversi, così sono praticamente innumerevoli anche le forme di vessazione, in particolare di mobbing. La cosa grave della vessazione, in particolare del mobbing sta nel fatto che le persone colpite non sanno reagire con le proprie forze agli attacchi e alle ostilità, perché si gravano esse stesse della colpa e, attraverso i propri pensieri e sentimenti, si cacciano in una situazione difficile e travagliata, mettendosi in grave difficoltà a livello psichico e della consapevolezza, danneggiandosi la salute.

Nel singolo caso la vessazione, in particolare il mobbing, può risultare irrisoria, ma può diventare molto pesante per la vittima o per le vittime se il tutto si protrae nel tempo. Un’attenzione particolare va prestata durante lo stadio iniziale, in quanto è estremamente difficile saper giudicare se si tratta di semplice odiosità, di litigiosità, di cinismo o semplicemente di propensione o di altre cose di per sé passeggere, oppure se dietro tutto si nascondono aggressioni, attacchi e ostilità mirate. Ciò è molto difficile da distinguere, in quanto coloro che praticano la vessazione, in particolare il mobbing, sono estremamente ingegnosi e escogitano tutte le possibili e impossibili meschinità per ferire il prossimo con le loro maligne odiosità, farlo capitolare, o se possibile, portarlo alla follia. Di conseguenza le origini di questi avvenimenti restano di regola inspiegabili, tutto il decorso e le conseguenze sono invece incalcolabili. Osservando più da vicino la vessazione, in particolare il mobbing, e il modo come viene attuata, si possono principalmente distinguere 21 forme :

1. Diffamazione, in quanto la vittima, tramite menzogne, viene messa continuamente in cattiva luce nella sua integrità, nelle sue affermazioni, nelle azioni e anche in tutto il suo operato.

2. Inganno, in quanto vengono architettati fatti ingannevoli o create situazioni sleali e poi attribuite con malevolenza alla vittima.

3. Danni psichici, in quanto la vittima viene malvagiamente offesa, messa a nudo, umiliata e pesantemente colpita, in modo da danneggiarla nella salute della psiche e della consapevolezza.

4. Perdita della comunicazione, in quanto alla vittima viene continuamente tolta la parola e interrotta, così che non possa finire il suo discorso ed esprimersi.

5. Informazioni errate, in quanto alla vittima vengono date informazioni sbagliate che la danneggiano personalmente, nel suo lavoro o nelle relazioni con determinate persone.

6. L’essere ignorati, in quanto la vittima viene ignorata e trattata come se non esistesse.

7. Rimproveri, in quanto la vittima viene continuamente sgridata e rimproverata.

8. Danni fisici, in quanto vengono organizzati incidenti o atti di violenza a danno della vittima per ferirla fisicamente o per abusarne sessualmente.

9. Intimidazione, in quanto la vittima viene minacciata relativamente ai suoi beni personali.

10. Minaccia fisica, in quanto la vittima stessa, la sua famiglia o i suoi amici, vengono minacciati di morte o di violenza.

11. Isolamento, in quanto la vittima viene “tagliata fuori”, non salutata più e messa completamente in disparte, in modo che non possa più partecipare a nulla e le sia impedito qualsiasi contatto.

12. Emarginazione, in quanto la vittima viene emarginata dalla cerchia familiare, dai conoscenti o dal posto di lavoro.

13. Attacchi pubblici, in quanto la vittima viene ridicolizzata pubblicamente o anche in una cerchia più ristretta, e vengono messe in giro voci denigratorie sul suo conto.

14. Rottura della fiducia, in quanto vengono rese pubbliche informazioni riservate riguardanti la vittima.

15. Disprezzo, in quanto la vittima viene disprezzata per il suo aspetto fisico, per la sua fisionomia e per il suo livello culturale o la sua vita privata.

16. Scarsa valutazione, in quanto la vittima, secondo il suo livello culturale e professionale, è costretta a svolgere lavori troppo umilianti.

17. Critica, in quanto nei confronti della vittima viene negata ogni critica costruttiva, mettendone in atto invece di continue ed ingiustificate.

18. Privazione, in quanto alla vittima vengono tolti i lavori a lei più consoni, i suoi averi, i familiari, gli amici e i conoscenti.

19. Negazione dell’apprendimento, in quanto alla vittima viene tolta e negata la possibilità di accrescere il proprio sapere e di imparare un’attività, una professione o altro.

20. Privazione dell’affetto, in quanto alla vittima viene negato e rifiutato amore e affetto.

21. Umiliazione, in quanto la vittima viene trattata come un’inetta rinfacciandole continuamente che i lavori e le cose che fa non vengono svolti correttamente, che sbaglia e che non è buona a nulla, ecc.

La vessazione, in particolare il mobbing, ha moltissime cause, come già spiegato, che però si fondano tutte su conflitti e problemi irrisolti. Tali cause possono, per esempio, essere legate al posto di lavoro in certe strutture organizzative, ma in generale anche basate su scarsa comunicazione e su imprecisati incarichi di responsabilità. Anche poco spazio operativo individuale e l’assegnazione delle competenze sono determinanti tanto quanto lo sono la gelosia, l’invidia, l’incompetenza, lo stress, la freddezza, l’odio, la vendetta, la voglia di rivalsa e processi decisionali poco trasparenti.

Tutte queste cose, assieme ad altre migliaia, spesso strettamente private, favoriscono nell’essere umano la scontentezza e costituiscono terreno fertile per la vessazione, in particolare il mobbing. In tutto ciò non è mai una questione se stare in pace, ristabilire la pace o risolvere i conflitti, ma proprio il contrario: la vittima della vessazione, in particolare del mobbing, dovrebbe essere calpestata ed esclusa con tutti i mezzi maligni, disonesti, indegni ed inumani possibili.

Il fatto però che questi processi distruttivi possano venire attuati, non è colpa solo di coloro che mettono in atto la vessazione, in particolare il mobbing, ma anche di quei colpevoli che osservano tutto e tacciono, nonostante abbiano la possibilità – se solo combattessero la loro vigliaccheria usando il ragionamento e la comprensione – per impedire queste brutte macchinazioni. Dalla vessazione, in particolare il mobbing, nessuno è immune, in quanto aggressioni e ostilità possono colpire chiunque, quindi non esiste una tipica vittima della vessazione, in particolare, del mobbing.

Le vittime sono sia donne che uomini e bambini, dove l’età, lo stato e le condizioni sociali, l’istruzione, la professione, il patrimonio, l’aspetto fisico, lo stato civile, il reddito finanziario, ecc. non hanno alcuna importanza. Non vale dunque l’errata opinione sostenuta da molti che la vessazione, in particolare il mobbing, colpisca principalmente il sesso femminile, perché in verità ne sono colpiti tanto le donne quanto gli uomini. La differenza tra i due sessi consiste solo nel fatto che le donne esternano più facilmente le aggressioni e le ostilità subite, cercando aiuto presso persone di fiducia o presso i consultori competenti in materia. Gli uomini si comportano invece diversamente, perché generalmente tendono a non cercare aiuto, ma provano da soli a risolvere i loro problemi, cosa che spesso purtroppo arreca loro disturbi e danni psichici, o li porta addirittura al suicidio, a risse, omicidi e assassini. Le persone che vengono vessate o mobbizzate, e soffrono per questo, non sono “vittime nate” e non sono neanche troppo sensibili o troppo deboli.

Di norma le persone più deboli a livello psichico e della consapevolezza sono anche le più esposte al pericolo di vessazione, perché hanno difficoltà a capire ciò che interessa loro e perché sono abituate a tenersi in disparte e a tirarsi indietro. L’altra norma però è che anche le persone sicure di sé e di successo possono diventare vittime della vessazione, in particolare del mobbing, venendosi a trovare in determinate circostanze e condizioni. Queste vengono messe in disparte in modo distruttivo e subiscono danni psichici e a livello della consapevolezza. Questo trae origine da pensieri e da sentimenti tormentati, che significa che tutte le facoltà mentali vengono pregiudicate.

In linea di principio c’è da dire che le persone vessate o “mobbizzate” di regola si sentono offese dagli attacchi e dalle ostilità fin dall’inizio, tuttavia però realizzano consapevolmente troppo tardi che si tratta di vessazione. Le offese subite e il crollo del morale delle vittime in verità non dipende dal comportamento di chi pratica la vessazione, in particolare il mobbing, bensì dipende da un lato dalla propria reazione nei confronti degli attacchi e delle offese, e dall’altro dalla propria autostima e dal comportamento nei confronti di chi attacca e offende. Queste infatti manifestano comportamenti che non corrispondono alle proprie idee e che hanno il chiaro obiettivo di disturbare il proprio equilibrio morale, della psiche e della consapevolezza.

Ma ogni persona colpita determina e decide infine da sé se vuole lasciarsi aggredire o no. Ciò avviene tramite i propri pensieri e sentimenti attraverso i quali si determina se in generale un’aggressione o un’ostilità venga accettata o meno. Se tutto ciò viene accettato, allora si stabilisce nuovamente, attraverso i propri pensieri e sentimenti, quanto profonda e durevole é la propria ferita e quanto spazio le viene dato a causa della vessazione esterna.Naturalmente in tutto ciò ogni persona ha il diritto di sentirsi offesa, ma essa ha, nel contempo, anche la libertà e il diritto di decidere se voler lasciarsi offendere o ferire. Quindi sta anche esclusivamente alla persona aggredita decidere nella propria libertà come porsi di fronte agli attacchi e alle offese, e cosa vuole intraprendere nei confronti del o dei “mobbizzatori”, per far conoscere a chi ha di fronte il proprio punto di vista e render chiare le proprie aspettative e i propri desideri.

In linea di principio nell’essere umano si sviluppano già nell’infanzia precisi e caratteristici modi di vedere finalizzati ad influenzare, far soffrire, vessare il prossimo o mettersi al suo pari; oppure volti all’insegnamento nelle debite forme dell’onore, dell’onestà e della dignità, in tutte le cose buone, positive e preziose della vita e dell’evoluzione della consapevolezza e anche riguardo ai modi di comportarsi. Allo stesso modo però nell’infanzia viene a determinarsi in lui anche il suo caratteristico modo di vedere riguardo a quanto velocemente vuole lasciarsi ferire e se lasciarsi o meno ferire a tutti gli effetti dai comportamenti aggressivi ed ostili dei suoi simili.

Nel complesso i modi di vedere tipici sono fattori che, per quanto concerne il carattere personale, appartengono all’autoeducazione; quindi ogni persona ragionevole e avveduta se vessata, in particolare “mobbizzata”, e se a causa della sua vulnerabilità insana e negativa essa si offendesse a danno della sua psiche, della sua consapevolezza e del suo comportamento, può, anche una volta cresciuta e se lo vuole, cambiare e trasformare tutto in buono e positivo. Deve essere sempre chiaro che non è colui che fa mobbing, ovvero la vessazione, a dar l’impressione di essere aggressivo, offensivo e ostile, e non è neanche il vero autore dell’offesa e dei danni alla psiche e alla consapevolezza, ma lo è o lo sono gli aggrediti stessi in quanto vedono e percepiscono tutto come offensivo e ingiurioso. L’insieme dell’automortificazione equivale quindi ad una impostazione di base completamente sbagliata da cui nasce l’abitudine di farsi mortificare. Per liberarsi da ciò, si deve acquisire la capacità di cambiare modo di pensare e di utilizzare tutta la bontà e positività così da poter essere aggrediti meno velocemente e soprattutto mai a livello personale, per ristabilire immediatamente l’armonia interiore o mantenerla e lasciarla comunque intatta. La vessazione, in particolare il mobbing, può solo essere contrastata e combattuta con energia, ignorando le aggressioni e le offese, in modo che chi viene aggredito si ripeta in continuazione che tutta la faccenda non lo riguarda e che non è un suo problema, ma che lo è invece dell’aggressore il quale deve vedersela con la propria ostilità esponendosi in questo modo.

La persona vessata o “mobbizzata” deve essere consapevole di sé stessa, volendosi bene e vedendosi con amorevolezza, il che corrisponde ad una scelta consapevole per il proprio benessere. La vittima deve dire a sé stessa di essere una persona con le proprie forze e le proprie debolezze, ma che vuole far prevalere e sviluppare le forze per superare le debolezze. Dovrebbe quindi essere che i pensieri e i sentimenti siano orientati in modo che tutte le ostilità che l’aggressore indirizza alla vittima siano semplicemente respinte a livello di pensieri e sentimenti, in quanto tutte le aggressioni, ostilità, intrighi e meschinità, non hanno niente a che fare con quello che sono i valori propri.

Grazie a questo modo di comportarsi a livello di pensieri e di sentimenti, si proteggono i propri valori e se ne costruiscono di altri, cosa che mette sempre più in difficoltà l’aggressore su ciò che dice e intraprende nel causare danni.La persona vessata o “mobbizzata” impari quindi a orientare ininterrottamente i suoi pensieri e sentimenti così da poter sopportare tutto ciò che le persone ostili, in modo cattivo e malvagio, intraprendono nei suoi confronti.

A livello di pensieri e di sentimenti, deve essere tutto orientato in modo tale che gli attacchi delle persone ostili diventino insignificanti e che – prima o poi – portino solo danno a chi vessa e pratica il mobbing. I pensieri e i sentimenti devono essere orientati in modo tale che per la vittima sia irrilevante il fatto di piacere o meno a chi attacca e aggredisce, perché ha importanza solo che nei confronti della persona ostile non si crei nessun odio e nemmeno si generino pensieri di vendetta e di rivalsa. Per questo è necessario che ogni persona vessata, in particolare “mobbizzata”, orienti i suoi pensieri e sentimenti in modo da essere sé stessa e rimanere tale avendo il diritto, come qualsiasi altra persona, di vivere secondo le proprie idee, avere le proprie speranze e di esprimere i propri desideri, fintanto nessuno ne venga danneggiato.

C’é sempre da tener presente che ogni essere umano ha il diritto di vivere secondo le proprie idee indipendentemente, non importa se queste sono giuste o sbagliate. Quindi anche coloro che vessano, in particolare fanno mobbing, sono persone che vivono secondo le loro idee, ma questo non vuol dire che il loro comportamento debba considerarsi buono, positivo e giusto.

Queste persone si comportano in base a quello che al momento, o temporaneamente, considerano una cosa buona per sé stessi, proprio come fanno anche tutte le altre persone che conducono una vita giusta non affliggendo il prossimo con attacchi e ostilità. Il comportamento di chi sbaglia può essere certamente considerato sbagliato e senza rispetto e si può quindi reagire di conseguenza, tuttavia tale reazione dovrebbe essere neutra e mai egualmente cattiva e negativa. Se un’altra persona non riesce a comportarsi secondo le proprie idee in modo dignitoso ed umano, è certamente una cosa deplorevole, ma un vero essere umano deve poi essere in grado di saperla trattare. Questo “saper come” è necessario per fronteggiare in modo energico ed efficace ogni vessazione, in particolare ogni mobbing.

 

Billy
Semjase-Silver-Star- Center, Hinterschmidrüti,
31 agosto 2006, ore 2.10